{"id":460,"date":"2016-10-10T16:09:44","date_gmt":"2016-10-10T15:09:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ventouras.gr\/?page_id=460"},"modified":"2016-10-10T16:46:46","modified_gmt":"2016-10-10T15:46:46","slug":"%ce%b1%cf%80%cf%8c-%cf%84%ce%b7%ce%bd-%ce%ba%ce%ad%cf%81%ce%ba%cf%85%cf%81%ce%b1-%cf%83%cf%84%ce%b7-%ce%b2%ce%b5%ce%bd%ce%b5%cf%84%ce%af%ce%b1","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.ventouras.gr\/en\/%ce%b1%cf%80%cf%8c-%cf%84%ce%b7%ce%bd-%ce%ba%ce%ad%cf%81%ce%ba%cf%85%cf%81%ce%b1-%cf%83%cf%84%ce%b7-%ce%b2%ce%b5%ce%bd%ce%b5%cf%84%ce%af%ce%b1\/","title":{"rendered":"2016, Instituto Italiano di Cultura"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-461\" src=\"http:\/\/www.ventouras.gr\/wp-content\/uploads\/fv-iic-2017_3.jpg\" alt=\"2016, from Corfu to Venezia\" width=\"1235\" height=\"590\" srcset=\"https:\/\/www.ventouras.gr\/wp-content\/uploads\/fv-iic-2017_3.jpg 1235w, https:\/\/www.ventouras.gr\/wp-content\/uploads\/fv-iic-2017_3-300x143.jpg 300w, https:\/\/www.ventouras.gr\/wp-content\/uploads\/fv-iic-2017_3-768x367.jpg 768w, https:\/\/www.ventouras.gr\/wp-content\/uploads\/fv-iic-2017_3-1024x489.jpg 1024w, https:\/\/www.ventouras.gr\/wp-content\/uploads\/fv-iic-2017_3-800x382.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 1235px) 100vw, 1235px\" \/> The Instituto Italiano di Cultura of Athens opens its doors on Thursday 13th October 2016 at 19:00 to the exhibition of Nikolao Ventoura, &#8220;From Corfu to Venice&#8221;.<\/p>\n<p class=\"p1\"><span class=\"s1\"><b>Nikolaos Ventouras &#8211;\u00a0Da Corfu a Venezia<\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"p3\">Figlio di Giorgio Ventura, Nikolaos Ventouras nasce a Corf\u00f9 il 31 agosto del 1899. Discendente da una nobile famiglia veneta stabilitasi sull\u2019isola intorno al 1730 che, secondo il manoscritto riportante l\u2019albero genealogico presente nel suo archivio, vantava tra i suoi componenti la scrittrice Isabella Theotochi Albrizzi, Ioannis Kapodistrias e Lorentzos Mavilis. Nikolaos aveva un fratello, Dimitris (Mimis). Si spos\u00f2 due volte e dal secondo matrimonio ebbe una figlia, Fani, che gli dette un nipote, Grigoris.<\/p>\n<p class=\"p3\">Le lezioni di disegno alla scuola elementare, l\u2019interesse per la chimica che studia nel 1916 presso l\u2019Accademia Industriale e Commerciale privata di Atene, senza tuttavia esercitare mai la professione, nonch\u00e9 le lezioni di pittura impartitegli dall\u2019insigne artista e suo maestro di acquerello Angelos Giallin\u00e0s, a quanto pare non sono riuscite a conquistare il giovane artista. Al contrario egli mostra grande interesse per l\u2019arte dell\u2019incisione alla quale si dedica dal 1932 in poi.<\/p>\n<p class=\"p3\">La sua amata Corf\u00f9, moderna, cosmopolita e contemporaneamente \u201cpiccola\u201d lo ispira ma nello stesso tempo lo limita. Ventouras viaggia spesso, vede e ascolta attentamente il battito del mondo, ma desidera tornare nel suo ambiente e isolarsi, sperimentare e creare. Molti dei suoi viaggi all\u2019estero si svolgono nella vicina Italia, soprattutto a Venezia, una citt\u00e0 che l\u2019artista ama raffigurare nelle sue opere con varie tecniche.<\/p>\n<p class=\"p3\">Nel suo laboratorio le annotazioni infinite e meticolose circa i tempi di corrosione dei materiali, il comportamento degli acidi, le reazioni chimiche, lo spessore e la qualit\u00e0 dell\u2019incisione mostrano l\u2019audacia, la perseveranza, la pazienza, la metodicit\u00e0 e la dedizione all\u2019arte dell\u2019incisione. Usava intervenire nuovamente su un\u2019opera anche dopo molto tempo, addirittura dopo anni, annotandone l\u2019evoluzione e i cambiamenti, ed anche il proprio grado di soddisfazione.<\/p>\n<p class=\"p3\">Scrive in una nota il 4 ottobre 1968: \u201c[&#8230;.] Non \u00e8 che nascondendolo con innaturale maestria, si debba soffocare il carattere del materiale mentre \u00e8 in corso d\u2019opera il dialogo con esso. Mi piace cos\u00ec, che risalti la resistenza del materiale, il carattere dell\u2019erosione, delle morsure. La mera abilit\u00e0 tecnica conduce a un risultato senz\u2019anima. Trovo che la perfezione tecnica sia priva di ogni spirito\u201d.<\/p>\n<p class=\"p3\">Mediatore per eccellenza dello spazio aperto con due grandi cicli tematici: le Navi e Corf\u00f9. Punto di partenza \u00e8 la rappresentativit\u00e0 con opere come Oliveto a Dafnilla (1938) e Triklino, vecchio frantoio (1938). Forse le prime opere possono essere considerate esercizi dello sguardo, del gesto, esercizi di virtuosit\u00e0 e dettaglio. In ogni caso la superficie da incidere costituisce per Ventouras un ambito in cui esercitarsi e confrontarsi con se stesso quotidianamente e ad ogni ora del giorno. E\u2019 il punto d\u2019incontro dell\u2019occhio, della mano, della mente e dell\u2019anima, in cui gli eventi, visibili e non, si imprimono e si rivelano a chiunque sia disposto ad accostarsi all\u2019opera al di l\u00e0 del reale.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>Una coesistenza del qui con l\u2019altrove.<\/p>\n<p class=\"p3\">Nel corso degli anni, le informazioni prettamente narrative si affievoliscono. Molto precocemente rispetto alla realt\u00e0 greca, intorno al 1939, procede alla realizzazione delle prime opere astratte. Su superfici piccole ma dense riesce a rappresentare eventi in cui sono protagoniste le linee e le schematizzazioni. Ruolo fondamentale svolgono le tonalit\u00e0 dal grigio al nero, i contorni ben definiti come nell\u2019opera San Rocco (1941) e la mediazione dei volumi creando una strana immagine, come se, in seguito a una rottura, i suoi frammenti non fossero stati ricomposti correttamente. Ma anche la deformazione, in opere come I tre pozzi (1948) o L\u2019incursione aerea (1946) attrae, non respinge. Ora \u00e8 il turno dello spettatore di esercitare lo sguardo, di cercare, di ricostruire, di sentire.<\/p>\n<p class=\"p3\">Alla fine degli anni \u201950 Ventouras parte per il Pireo. Nelle opere di questa fase utilizza nelle calcografie il colore, libero per\u00f2 dai contorni. Nelle opere Navi al Pireo e Nel porto risulta evidente la mediazione del colore su superfici, apparentemente non correlate alle linee che definiscono il tema. Qui i colori svolgono un ruolo complementare rispetto alle linee, rendendo fluido il confine tra pittura e incisione. Nelle calcografie in bianco e nero di questo periodo come Pireo I e Operazioni di scarico del piroscafo Eleousa Pireo (1957) si incontrano forti linee dinamiche, contorni chiusi, in sostanza un nuovo modo di riflettere la vita del porto, delle gru, delle navi, degli uomini.<\/p>\n<p class=\"p3\">Negli anni \u201860 Ventouras incide le celebri Costellazioni. Si tratta di calcografie in cui interagiscono colori caldi e freddi, i rosso-arancio, gli azzurro-verde, i neri, i grigi e i bianchi \u201csporchi\u201d. Opere tessute di movimento e ritmo febbrili, linee con estremit\u00e0 angolari, forte schematizzazione, drammatici contrasti delle superfici colorate, atmosfera suggestiva.<\/p>\n<p class=\"p3\">Non \u00e8 un caso che i lavori realizzati successivamente siano le Processioni. Esplosive combinazioni di colore, studiate e preparate con le opere degli anni precedenti, linee nello stesso tempo fluide e decise, visuali inattese, angoli, luce, colori e sensibilit\u00e0 corcirese, un chiaro stampo espressionista compongono le caratteristiche di queste opere. In particolare l\u2019opera Processione della Resurrezione, Chiesa di San Nicola a Campiello (1971), \u00e8 considerata uno dei migliori esempi dell\u2019espressionismo greco.<\/p>\n<p class=\"p3\">Una piccola sezione di opere che riguarda gli Ex Libris e i lavori ispirati dagli scritti del poeta, amico e compagno di viaggio di Ventouras, Iason Depountis, completa il ritratto di Nikolaos Ventouras.<\/p>\n<p class=\"p3\">Un ringraziamento particolare va alla famiglia Ventouras, in special modo al signor Grigoris Karydis che ha fornito il materiale della mostra dopo essersi occupato di classificare e di fotografare le opere, con la preziosa assistenza della signora Melina Gatou. All\u2019Istituto Italiano di Cultura di Atene vanno le congratulazioni e i ringraziamenti per la calda accoglienza ricevuta.<\/p>\n<p class=\"p1\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Durata de la mostra (<em>duration)<\/em><\/span>:\u00a013.10.2016 \u2013 23.11.2016<br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\">\u03a9\u03c1\u03ac\u03c1\u03b9\u03bf<\/span>: lunedi al venerd\u00ec: 11.00 \u2013 17.00 Sabato: 11.00 \u2013 13.30<br \/>\n<strong>ingresso libero<\/strong><br \/>\nIstituto Italiano di Cultura di Atene, Patision\u00a047, Atene\u00a0| +30 210 5242646<br \/>\n<span style=\"text-decoration: underline;\">Informazioni<\/span>:<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.iicatene.esteri.it\">www.iicatene.esteri.it<\/a> &#038; <a href=\"http:\/\/www.ventouras.gr\">www.ventouras.gr<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>The Instituto Italiano di Cultura of Athens opens its doors on Thursday 13th October 2016 at 19:00 to the exhibition of Nikolao Ventoura, &#8220;From Corfu to Venice&#8221;. 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